21.02.2016

L’orso d’oro della 66/ima edizione Berlinale va al film documentario ‘Fuocoammare’ di Gianfranco Rosi.

Gianfranco Rosi e la statuetta dell'Orso d'Oro vinto a Berlino con 'Fuocoammare' © ANSA/EPA
Gianfranco Rosi e la statuetta dell’Orso d’Oro vinto a Berlino con ‘Fuocoammare’ © ANSA/EPA

Il film, che il regista già Leone d’oro a Venezia con ‘Sacro G.r.a.’, ha girato nel corso di un anno e mezzo a Lampedusa documentando da un lato la vita sospesa di alcuni suoi abitanti e dall’altro quella drammatica dei migranti in esodo verso l’Europa, aveva colpito sin dall’inizio critica e pubblico del Festival.

«Il mio pensiero va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa nel loro viaggio di speranza, e alla gente di Lampedusa che da venti trenta anni apre il suo cuore a chi arriva». Lo ha detto Gianfranco Rosi, ricevendo l’orso d’Oro.

«L’accoglienza non deve essere fatta dalle singole nazioni, ma dall’Europa. L’esempio che ieri ha dato l’Austria, che sta iniziando a chiudersi, non è un grande esempio», aveva detto precedentemente il regista Gianfranco Rosi a Berlino, procedendo lungo il red carpet della Berlinale. «L’Italia ha fatto tantissimo — ha aggiunto — per venti anni ha fatto da sola, ora non è più il momento di agire singolarmente».

Fonte: www.ansa.it

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